Tags » Justice, Giustizia
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The article addresses the Coen brothers' problematic vision of Judaism in their film A Serious Man. Set in the late 1960s, this tragi-comedy based on the Minnesota setting where the Coen brothers grew up, focuses on a Jewish professor whose life falls apart in Job-like fashion. In this review, I argue that the Coen brothers toggle between two very Jewish explanations for suffering in the world, one which sees it as random and another which regards it as God's punishment for sin. In the end, by choosing the latter message with which to end the film, the Coen brothers adopt a trope that is not only a less satisfying line in modern Jewish thought, but also one that could be viewed as hostile and possibly indicative of self-loathing.
[en] Theodicy, Uncertainty, and God’s Wrath in A Serious Man by Jonathan Friedman
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There are some things no one misses about Quentin Tarantino’s most recent film, Inglourious Basterds (2009). For one, the film bears an obvious indebtedness to film history and popular culture.
[en] The Revelation to Tarantino as it is given in Inglourious Basterds by Allen H. Redmon
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“Scusi mi sono perso. Può darmi una mano?”. Comincia così la discesa all’inferno di Zaafir, raccontata con passione dal regista britannico James Threapleton in "Extraordinary rendition". Zaafir è un giovane docente in un’università londinese, un po’ incauto e "controversial", come amano dire molti anglofoni quando disapprovano qualcosa o qualcuno.
[it] Corpi d'eccezione by Filippo Del Lucchese
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Erica Bain (Jodie Foster) ha un bel lavoro e un fidanzato che adora e che l'adora. Lavora alla radio e registra i suoni e le voci di New York. Erica ama New York, la sua città. Ma una sera Erica e David restano vittime di un'aggressione notturna nel parco. David muore e quando Erica esce dal coma, New York è diventata una metropoli gotica e violenta.
[it] Il lato oscuro di New York by Enrico Zacchetti
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|  | Per un’archeologia del “populismo isterico”
“Dogville” realizza una sorta di affresco “archeologico” della moderna società borghese e capitalista, ritratta, nelle sue mille schizofrenie e idiosincrasie, in un periodo e in un luogo emblematici: gli Stati Uniti della Depressione degli anni Trenta. Rappresentati, in questo caso, da un dimenticato villaggio protestante e benpensante, i cui abitanti assomigliano a quello che dovevano essere da vivi i protagonisti dell’“Antologia di Spoon River” di Edgar Lee Masters.
[it] Il “problema” di Dogville by Paolo Lago
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Una paurosa analisi dell’Italietta di oggi, della sua crisi morale, delle cause che l’hanno provocata e delle accortezze che avrebbero potuto stornarle. “Il Caimano”, in concorso al festival di Cannes, rappresenta un paese immobile e impotente: Il berlusconismo ha già vinto perché, come sempre, la realtà è peggiore della finzione.
[it] Barbari d’Italia by Andrea Panzavolta
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“Dogville” è un film violentissimo. Un film che, per grado di violenza, supera anche quel cocktail di violenza psicologica e fisica che è “Old Boys”. Bisognerebbe interrogarsi sulla violenza rappresentata al cinema negli ultimi due anni, almeno da “Kill Bill” a “History of violence”. Non è la quantità di violenza a essere nuova, ma la sua qualità. Una qualità che, per essere rappresenta, necessita di una nuova rappresentazione.
[it] Le forme della violenza by Massimiliano Tomba
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Grace è una bella ragazza giovane e inesperta, ribelle e un po' troppo piena di sé che crede di poter salvare (Dogville) e liberare (Manderlay) gli uomini, senza sapere quanto questi siano malvagi e sordi, irriconoscenti e vili, traditori, deboli, ipocriti e via discorrendo fino a sciorinare tutte le perle di saggezza dell'antropologia negativa che guarda più a Calvino che a Machiavelli. Figlia testarda e con troppa voglia di emanciparsi dal padre, Grace crede di poter redimere il mondo da sola (Dogville) o con l'aiuto del potere del padre (Manderlay): ma non ci riuscirà… almeno in questi primi due episodi della trilogia dedicata da von Trier agli Stati uniti d'America, che funzionano retoricamente come sineddoche: la parte per il tutto.
[it] Il discorso del Padre by Fabio Raimondi
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Roberto Escobar nel suo giudizio tranciante sul presunto statuto cristiano del film Dogville - «Qualcuno azzarda l’ipotesi che si tratti di un film quasi-cristiano. Ma persino il diritto alle idiozie ha un limite» - non si avvede di avallare proprio la tesi contro la quale appunta le sue armi di critico. Infatti, accostando all'aggettivo 'cristiano' la parola 'idiozie', inavvertitamente coglie una delle peculiarità del cristianesimo, che è quella di essere, per l'appunto, idiozia.
[it] L'anticristo di Dogville by Andrea Panzavolta
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La ambigüedad ronda el campo semántico de la palabra: huésped es el que aloja al extraño en su morada. Y también, desde otro lado, huésped significa status de pertenencia marcado por una extrañeza permanente. Esta palabra, su familia de palabras derivadas y la constelación de significados que le pertenecen, han sido analizados, reconstruidos, utilizados, innumerables veces en sugerentes textos. No me propongo hostigar a ninguno de esos productos del pensamiento, sino abrirles hospitalariamente el mío para incrementar el valor de los comentarios sobre una obra plástica del género cine: Dogville, del director Lars von Trier.
[es] Hospitalidad, hostilidad
by Gustavo Cosacov
[it] Ospitalità e ostilità in Dogville
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|  | Dal dogma alla grazia in Dogville
Un pomeriggio d’inverno del ‘45 i primi carri con la stella rossa giungono per una strada sterrata al campo di Auschwitz-Birkenau. Una processione di mezzi e uomini che avevano forse provato a rappresentarsi lo spettacolo che li attendeva e che con ogni probabilità superò ogni loro aspettativa.
[it] Otto vele e cinquanta cannoni by Filippo Del Lucchese
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Una prova di teatro epico brechtiano, girato in un interno senza scenografia (con costumi però molto connotati). Profondamente cinematografico, in realtà, nell’uso raffinato e perturbante della macchina da presa, il film giustifica anche una lettura direttamente – anche rozzamente – filosofico-politica.
[it] Il comunitarismo genera mostri. L’universalismo, anche by Luca Baccelli
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|  | Presentazione del dossier
“Dogville”, film inaccettabile, film di grande valore estetico, una critica di destra alla modernità, un esperimento rivoluzionario. Semplicemente noioso, tanto che il critico cinematografico invidia lo spettatore, libero di andarsene, di addormentarsi, di parlottare durante il film. Apprezza la produzione per aver tagliato il film.
[it] La rivoluzione di Dogville by M. Komolka
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Não é o primeiro filme brasileiro com carga histórica, mas certamente a maior produção nacional a respeito. O diretor Jayme Monjardim conseguiu desenvolver um longa-metragem baseado em fatos históricos reais, abrangendo o período do nazismo, sem se aprofundar nas cenas de guerra.
[po] Ao lado da revolução by Clarice Greco
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|  | Il punto di non ritorno nella logica dell’ultimo Woody Allen
Storia della veloce arrampicata sociale di un giovane irlandese dal viso pulito e occhi celesti, che da maestro di tennis si trasforma in brillante uomo della business class londinese. Una storia di fortuna, possibilità, libero arbitrio e arbitrio non libero, ma condizionato, da contesto sociale, soldi, potere, apparenze.
[it] Crimini possibili, misfatti necessari by Marianna De Palma
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|  | La giustizia tradita del soldato Avner
Due attempate signore, famose, agnostiche ed ebree, si incontrano un giorno davanti a una tazza di tè e discutono sull’integrazione fra stato e religione in Israele. Una la ritiene disastrosa, l’altra cinicamente la difende dichiarando più o meno testualmente: «Lei capirà che, in quanto socialista, non credo ovviamente in Dio; io credo nel popolo ebraico».
[it] Banalità della vendetta
by Augusto Illuminati
[en] Banality of Vengeance [fr] Banalité de la vengeance |
|  | La rivolta silenziosa di Paolo Sorrentino
Un uomo di mezza età, murato vivo da 8 anni in un anonimo albergo di un’anonima cittadina del Canton Ticino. Un personaggio misterioso che, visto da fuori, potrebbe essere affascinante. Ma non è da fuori che il regista lo ritrae. È con i suoi occhi, attraverso la voce dei suoi pensieri che Sorrentino inizia a comporre, in modo apparentemente lineare, senza colpi di scena o eccessi di suspense, il mosaico che ci svelerà i segreti di quest’uomo.
[it] L'amore è una cosa pericolosa by Francesca Poggi
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|  | La strana attesa della nave Kawkab
Nell’estate del 2001 la nave battente bandiera egiziana Kawkab è costretta a restare ormeggiata al Porto di Marghera. Il suo armatore, dopo aver sospeso il pagamento degli stipendi, è sparito nel nulla, lasciando di fatto l'equipaggio prigioniero di uno ‘shore pass’ che consente ai marinai di scendere a terra per un massimo di due ore al giorno, appena sufficienti a nutrirsi alla mensa della Caritas della città.
[it] Odissea immobile by Devor De Pascalis, Ludovica Fales
[fr] Odyssée immobile |
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Tony, detenuto in un carcere dell’Italia meridionale, ottiene il regime di semilibertà. Di giorno il duro lavoro al caseificio, di sera il ritorno in cella. In mezzo il paesaggio solare della piana di Battipaglia e un mare struggente appena intravisto. Ma, in un ambiente ostile, dominato da prevaricazione e rassegnazione, la strada verso la libertà è lunga e piena di insidie. Immune da facili stereotipi, Sulla mia pelle di Valerio Jalongo mette a nudo le carenze dello Stato italiano nell’attuare una legge che dovrebbe trasformare la punizione in percorso riabilitativo. E fa riflettere sulla natura profondamente utopica della libertà.
[it] Sorvegliare, punire, educare by Enrico Zacchetti
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|  | A propósito de 'Queridísimos verdugos' de Basilio Martín Patino
Basilio Martín Patino prefiere llamar películas a todas sus creaciones cinematográficas, ya que no gusta de adscribir sus obras a un género determinado. Él dice de sí mismo que se siente “incordiador, no documentalista” y que no hay límites entre la ficción y el documental pues todo es cine, mensaje elaborado con imágenes.
[es] El garrote vil by Gloria Benito
[fr] Bourreaux ou victimes ? Les employés du garrote de l'Espagne franquiste [it] Carnefici o vittime? La figura del boia nella Spagna franchista |
|  | Destini incrociati nel Cile di Allende
Che cosa possa significare oggi fare un cinema politico ce lo mostra con grande semplicità il film di Andrés Wood. Significa, rifuggendo la propaganda e il suo linguaggio standardizzato, guardare un evento storico da una prospettiva inusitata, quella di una dirompente vitalità, che in Machuca è incarnata dal volto, dalle parole, dalle posture e dai gesti della giovanissima Silvana.
[it] Se la rivoluzione è una ragazzina sfrontata by Paolo Godani
[es] Si la revolución es una jovencita descarada [fr] Quand la révolution est une fillette effrontée |
|  | Se l’inclusione è una questione di soldi
Senza niente togliere (ma senza aggiungere più del dovuto) al Clint Eastwood di Million Dollar Baby o al Martin Scorsese di The Aviator, anche quest’anno rimasto a bocca asciutta, si capisce subito perché The Assassination of Richard Nixon di Niels Mueller non sia stato nominato agli Oscar. Sappiamo che i film troppo intelligenti (non quelli impegnati) scoraggiano spesso il pubblico. Sappiamo che gli autori troppo critici, spenti da molti decenni i roghi del maccartismo, hanno spesso continuato a incontrare notevoli resistenze nell’industria cinematografica hollywoodiana.
[it] Per un pugno di dollari... by Filippo Del Lucchese
[en] For a Fistful of Dollars... |
|  | à justiça do Redentor
Apartamentos luxuosos comprados com o suor dos trabalhadores de classe média estão agora ocupados pelos moradores da favela vizinha. Nessa trama, a figura de Deus entra para fazer justiça de maneira absurda e cômica, colocando lado a lado aposentados, jovens de classe média e pobres da favela. Todos só querem o que lhes pertence.
[po] Uma irônica missão by Clarice Greco
[it] Un’ironica missione |
|  | La 'comunità terribile' nell'America contemporanea
Sono i colori – sembrano suggerire sia Shyamalan, regista di The Village, sia Frank Oz, regista di The Stepford wives (La donna perfetta) – che meglio riescono a esprimere il concetto di utopia. Questo il tema centrale e il filo rosso che unisce una commedia ‘sociale’ e un soft-horror, entrambi molto americani ed entrambi ricchi di spunti di riflessione filosofica e sociologica.
[it] È sempre sabato nel villaggio by Filippo Del Lucchese
[en] It’s Always Saturday in the Village |
|  | L'epica securitaria di Spider-Man 2
Il personaggio dell’Uomo Ragno è noto a tutti. Ha poteri straordinari che usa per combattere il crimine, affronta personaggi improbabili in avventure che non sempre vengono giudicate bene dalla stampa. Nella vita ordinaria tiene segreta la propria identità meravigliosa: zia May, una gracile e premurosa Nonna Papera la cui vita è rimasta completamente travolta dall’omicidio del marito, si inquieterebbe; Mary Jane, l’amica d’infanzia, dolce fidanzatina immaginata, sarebbe in pericolo.
[it] Sicurezza nella rete by Giulio Itzcovich
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i_L’affaire Kubrick\i.
Il regista è morto il 7 marzo 1999, quattro mesi dopo l’intervento del governo francese per la riabilitazione dei ribelli e dei fucilati nella memoria nazionale. Nel 1957, quando il giovane regista girò b_Orizzonti di gloria\b, non era senz’altro il caso – in Francia – di presentare nei cinema il film. Il lavoro è tratto dal romanzo, decisamente fecondo, di Humphrey Cobb. Kubrick lo aveva letto all’età di 15 anni: «e mi aveva lasciato un ricordo profondo, non tanto per le sue qualità letterarie, quanto piuttosto per la sconvolgente e tragica situazione dei tre personaggi».
[it] I fucilati della Grande Guerra e la memoria collettiva*. by Nicolas Offenstadt
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Il "formicaio" è la cima di una collina dentro cui vive nascosto il nemico. E Kubrick ha provato a molestarlo, così da provocare una reazione incollontrabile. Lo stesso film sembra ricalcare lo schema di un formicaio e raccontare di diversi formicai, non solo quelli della guerra, ma anche e soprattutto quelli "in interiore homine" e del potere.
[it] Nei formicai della guerra by Ilario Belloni
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|  | Intervista a Giuliano Montaldo
[it] L'ordine dell'intelligenza e l'ordine del potere by Stefania Cappellini
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