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 | Lo schermo graffiato di Philippe Garrel
Un impianto mitologico sullo sfondo della Foresta Nera. Il senso della vita, ascetico e mistico, ritrovato attraverso la solitudine. Un bilancio a caldo del ’68 che non ha ancora finito di parlare, nell’utopia di un cinema eretico e sperimentale, attraverso dolorose cicatrici.
[it] Cicatrici by Augusto Illuminati
[fr] Cicatrices |
|  | Camellos, motos, camiones y zapatos rotos
Es una carta de amor, una historia inventada en una cama compartida con el par que siempre uno va soñando encontrarse. Es sólo eso, y es bueno que sea sólo eso, que nos alcance para salir con ganas de reeescribir la película, firmarla y enviarla en un sobre a quien nos podría hacer recorrer medio mundo solamente para volver a verla respirar cerca nuestro algunos minutos nuevamente.
[es] Una mentira dulce by Juan Manuel Otero
[fr] Un doux mensonge [it] Una dolce bugia |
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Meglio la prigione dorata di uno zoo di lusso o la lotta per la sopravvivenza nella giungla del Madagascar? Se un leone potesse scegliere continuerebbe ad inseguire zebre nella savana o preferirebbe farsi servire bistecche al sangue a Central Park? Come già in Shrek, l’ultima produzione Dreamworks si diverte a invertire gli stereotipi disneyani. La natura selvaggia è un luogo dove la libertà si riduce al mangiare, essere mangiati o morire di fame. E così gli stessi animali non vedono l’ora di ritornarsene a New York.
[it] Gli animali contro natura by Francesca Poggi
[en] Animals versus Nature |
|  | Intervista a Marcelo Exposito su Cuadecuc di Pere Portabella
Pere Portabella (Figueres, 1929), regista, sceneggiatore e produttore, è una delle maggiori figure del cinema indipendente e clandestino della Spagna franchista. Ha prodotto i primi film di Carlos Saura e Marco Ferreri, nonché Viridiana di Luis Buñuel. Oltre a Cuadecuc – Vampir, ha diretto Umbracle (1972) e Informe general (1977).
[it] Il vampiro come metafora del potere by Francesca Poggi
[fr] Le vampire comme métaphore du pouvoir |
|  | La resistenza (fin troppo) organizzata dei movimenti anti-comunisti
Tra i primi movimenti di protesta e di resistenza nei regimi dell’Est, Otpor (Resistenza) ha giocato un ruolo di primaria importanza nella Serbia di Milosevic. Studenti, intellettuali, professionisti, giovani, ma anche i milioni di dollari delle fondazioni americane e le tecniche di controspionaggio della Cia. Il documentario di Goran Radovanovic ripercorre parte di quella vicenda, sottolineando più gli aspetti simbolici e mediatici che i legami e la sotterranea ispirazione occidentale del movimento.
[it] Pugni bianchi e bandiere arancioni by Paolo Godani
[en] White fists and orange banners [fr] Poings blancs et drapeaux orange |
|  | La produzione della vita nel presente eterno dei ‘campi’
Da tempo conviviamo con la sensazione che il mondo sia diventato una
superficie sempre più liscia, che i confini siano progressivamente saltati
e sia possibile accedere ovunque. È un'impressione corretta, accreditata
dall'evidenza, ma va integrata. Perché lo sconfinamento che definisce
l'esperienza del presente con altrettanta evidenza è selettivo, riproduce
confini e impone prezzi altissimi. Oggi siamo "assediati" da immagini di
gente in fuga che si trascina dietro ciò che resta di una casa; da una
"pratica" dello spostamento che risulta decisamente lontana dalle code nei
week-end, dai check-in negli aeroporti, dall'immaterialità che ha abolito
distanze, da tutti i viaggi, le andate e i ritorni, che annullano lo spazio
ma non mettono in discussione il senso del luogo. Lontana e altrettanto
reale.
[it] Umanità in eccesso by Federico Rahola
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|  | Interview with Laura Waddington
[en] The two speeds ‘frontera’ by Filippo Del Lucchese
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