Reviews » MachucaSe la rivoluzione è una ragazzina sfrontataDestini incrociati nel Cile di Allendeby Paolo GodaniChe cosa possa significare oggi fare un cinema politico ce lo mostra con grande semplicità il film di Andrés Wood. Significa, rifuggendo la propaganda e il suo linguaggio standardizzato, guardare un evento storico da una prospettiva inusitata, quella di una dirompente vitalità, che in Machuca è incarnata dal volto, dalle parole, dalle posture e dai gesti della giovanissima Silvana.
La storia principale, in realtà, sembra non essere la sua, bensì quella del cuginetto Pedro “Peter” Machuca, che come lei vive in una baraccopoli abusiva situata alla periferia di Santiago, e del suo amico Gonzalo Infante, figlio invece di una famiglia benestante. Pedro e Gonzalo si incontrano nel momento in cui l’istituto cattolico St. Patrick, guidato da un prete progressista, apre le porte anche ad alcuni studenti poveri. I pargoli delle famiglie borghesi sembra abbiano imparato presto a trattare la differenza di classe come differenza di razza: “tornatevene da dove venite”. La madre di Gonzalo del resto, in un’infuocata assemblea scolastica che sembra preludere alla guerra civile, esprime chiaramente il concetto, affermando che non si possono “mescolare le pere con le mele”. Pedro e Gonzalo diventano amici e vengono insultati dagli altri: “fidanzati!”. Giocano assieme, corrono in bicicletta, l’uno frequenta la casa dell’altro sotto gli sguardi stupiti e incerti delle rispettive famiglie. Non è ancora il tempo della rottura. La democrazia, difficile e fragile, di Salvador Allende tiene, difesa da manifestazioni in cui si grida “Poder Popular”. Mentre i reazionari, bianchi e neri, borghesi e fascisti, fanno fronte comune, per la difesa della nazione, contro il governo “comunista”. Pedro, Gonzalo e Silvana vendono bandierine diverse a ogni manifestazione. Ma Silvana grida e salta solo tra chi grida e salta per Allende. E all’altra manifestazione sputa sull’auto di qualche signora con il vestito nuovo (tra cui la madre di Gonzalo). Viene quasi linciata, ma continua ad apostrofare le signore per bene: “puttane!”. Ora la storia è sua. Silvana prende sempre in giro il “signorino”, e sembra quasi innamorarsi di lui. Lo bacia, sulla riva del fiume, passandogli il gusto del latte condensato. E quando arriva, preceduto da un sasso di gelosia, il cugino Pedro, non esita a baciare anche lui. Silvana tra Pedro e Gonzalo, con l’uno e con l’altro, amando entrambi. Lunghi baci, sfrontati, commoventi. Nei quali soltanto, ormai, vive la rivoluzione socialista. I militari occuperanno la scuola di padre McEnroe, riporteranno ordine e disciplina. La baraccopoli abusiva verrà sfollata. I comunisti scompariranno. Gli aerei bombarderanno la Moneda, dove Allende si toglierà la vita. Il potere popolare, senz’armi, verrà spazzato via. E il Cile sprofonderà nella dittatura di Pinochet. La madre di Gonzalo può finalmente godersi la vita nella sua nuova villa, accanto a un vecchio facoltoso e laido. Il fidanzato fascistoide della sorella di Gonzalo potrà finalmente dar sfogo al suo odio razzista, in stile paramilitare. Tutto, infine, esplode in una scena sola, nella quale la regia si fa più spigolosa, rapida, nervosa. E la fotografia impallidisce, avvolgendo volti ed eventi in un’atmosfera d’acciaio. L’esercito e la polizia procedono allo sgombero della baraccopoli in cui vivono Pedro e Silvana, bruciano bandiere e volantini, catturano comunisti. Tra di essi il padre di Silvana, che viene insultato e malmenato, mentre lei gli si getta addosso per difenderlo dai colpi, una due dieci volte, sino a che un militare non le spara a bruciapelo proprio sopra il cuore. Davanti alle lacrime impotenti e mute di Pedro e di Gonzalo. Silvana è la rivoluzione, letteralmente, e viene uccisa. La rivoluzione è Silvana, letteralmente, e viene uccisa. Dopo la sua morte tutto torna come prima. Gonzalo rischia per un momento di finire vittima della retata, ma mostra al poliziotto tratti da Lord e scarpe Adidas, i suoi lasciapassare: segni di classe, segni di razza. Fine di tutto.
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Film
Machuca, Andrés Wood, 2004 Related articles
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