 | Petite Jérusalem, Ladi Karin Albou, 2005
Nato nel 1991 e da tre anni esteso all’Asia e all’America Latina, il Festival del Cinema Africano di Milano è giunto quest'anno alla sedicesima edizione. La manifestazione, che si propone di agevolare lo scambio culturale e la circolazione di opere altrimenti non accessibili al pubblico italiano, ha in parte smarrito la specificità che lo definiva come punto di riferimento per gli appassionati del cinema dell'Africa.
[it] XVI Festival Cinema Africano by Redazione JGCinema
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|  | Krisanadi Fred Kelemen, 2005
Di origine tedesca e di formazione culturale russa, Fred Kelemen è oggi uno dei registi maggiormente “europei”, come dimostrano i suoi film in cui la formazione filosofica, musicale, teatrale e pittorica convergono in opere di primordine quali Krisana (Fallen, 2004), Invocación (2000), Abendland (1999).
[it] Oltre l’eroe, dentro la storia by Ilario Belloni, Paola Persano
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|  | Rising, The: The Ballad of Mangal Pandeydi Kethan Mehta, 2005
Bollywood al servizio del cinema ‘impegnato’. Si potrebbe riassumere così il colossal firmato da Ketan Metha (già apprezzato, non solo in India, per “Bhavni Bhavai” e “Mirch Masala”) e dedicato alla leggendaria figura di Mangal Pandey, fante al soldo inglese e poi ribelle per la causa della libertà nazionale.
[it] Sollevazione indiana by Filippo Del Lucchese
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|  | Capotedi Bennett Miller, 2005
Alla fine degli anni Cinquanta Truman Capote, reduce dall’enorme successo del romanzo “Breakfast at Tiffany’s”, si gode la sfrenata vita mondana newyorkese di cui è protagonista assoluto, pienamente a proprio agio tra le stravaganze e gli snobismi intellettuali di un’America che si è ormai completamente lasciata alle spalle il dopoguerra. È uno scrittore affermato, giornalista pungente e abile drammaturgo, lucido e acuto interprete della realtà del suo tempo.
[it] Dialoghi attraverso le sbarre by Marika Surace
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|  | Cicatrice intérieure, Ladi Philippe Garrel, 1972
Un impianto mitologico sullo sfondo della Foresta Nera. Il senso della vita, ascetico e mistico, ritrovato attraverso la solitudine. Un bilancio a caldo del ’68 che non ha ancora finito di parlare, nell’utopia di un cinema eretico e sperimentale, attraverso dolorose cicatrici.
[it] Cicatrici by Augusto Illuminati [fr] Cicatrices
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|  | Crashdi Paul Haggis, 2004
“In ogni metropoli del mondo anche solo camminando per strada s'incontrano persone, si creano dei contatti. Ma a Los Angeles, i suoi abitanti sono talmente barricati dietro la loro città di vetro e metallo, da non incontrarsi quasi mai, ed è tanto il loro desiderio di imbattersi in qualcuno, di avere un contatto fisico, da volersi scontrare con qualcun altro solo per sentire qualcosa”.
[it] Angeli allo scontro
by Marika Surace
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|  | Dogvilledi Lars von Trier, 2003
“Dogville”, film inaccettabile, film di grande valore estetico, una critica di destra alla modernità, un esperimento rivoluzionario. Semplicemente noioso, tanto che il critico cinematografico invidia lo spettatore, libero di andarsene, di addormentarsi, di parlottare durante il film. Apprezza la produzione per aver tagliato il film.
[it] La rivoluzione di Dogville by M. Komolka [it] Il comunitarismo genera mostri. L’universalismo, anche by Luca Baccelli [it] Otto vele e cinquanta cannoni by Filippo Del Lucchese [es] Hospitalidad, hostilidad
by Gustavo Cosacov [it] Ospitalità e ostilità in Dogville
[it] L'anticristo di Dogville by Andrea Panzavolta [it] Il discorso del Padre by Fabio Raimondi [it] Le forme della violenza by Massimiliano Tomba
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|  | Match Pointdi Woody Allen, 2005
Storia della veloce arrampicata sociale di un giovane irlandese dal viso pulito e occhi celesti, che da maestro di tennis si trasforma in brillante uomo della business class londinese. Una storia di fortuna, possibilità, libero arbitrio e arbitrio non libero, ma condizionato, da contesto sociale, soldi, potere, apparenze.
[it] Crimini possibili, misfatti necessari by Marianna De Palma [it] Woody Allen vs Hollywood by Giorgio Maniaci
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|  | A History of Violencedi David Cronenberg, 2005
Una storia apparentemente tranquilla, quella di Tom Stall, mite ristoratore della cittadina di Millbrook, Indiana. Uomo religioso, sposato e con due figli, Tom ha un viso sereno; tutta la sua vita sembra andare nel più normale (perfino melenso) dei modi fino a quando due malintenzionati non entrano nel suo locale minacciando di uccidere tutti, e lui si scopre eroe, riuscendo a farli fuori entrambi con una sicurezza e una precisione il cui effetto è decisamente straniante sullo spettatore, mettendolo così palesemente sull’attenti.
[it] A volte ritornano by Andrea Inzerillo
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|  | Munichdi Steven Spielberg, 2005
Due attempate signore, famose, agnostiche ed ebree, si incontrano un giorno davanti a una tazza di tè e discutono sull’integrazione fra stato e religione in Israele. Una la ritiene disastrosa, l’altra cinicamente la difende dichiarando più o meno testualmente: «Lei capirà che, in quanto socialista, non credo ovviamente in Dio; io credo nel popolo ebraico».
[it] Banalità della vendetta
by Augusto Illuminati [en] Banality of Vengeance [fr] Banalité de la vengeance
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