Articles

| by Don Perlgut
The Australian Jewish community has not made nearly the same impact on film and media as have Jews in the USA for a host of cultural, institutional, social, historical and demographic factors. Despite an historical lack of involvement in film-making, the Australian Jewish community is acutely film-conscious. Increasingly, Australian Jewish film-makers have been telling their stories through documentaries, although some dramatic features and animations are appearing. |
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| Paradigm Change in the American Zombie Film by Steffen Hantke
Each of the monstrous figures in the pantheon of classic American horror cinema—the vampire, the werewolf, and Frankenstein's creature—comes with a unique and distinct set of morphological and behavioral features. Take the vampire, for example, inscribed by Bela Lugosi's seminal performance into the larger text of popular culture, and thus immediately recognizable by his cape and tuxedo, the theatricality of his entrance, the courtliness of his speech, the more or less pronounced Eastern European accent, and the slight formality of his manners. |
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| Incontro con Paolo Benvenuti e Paola Baroni by Andrea Inzerillo
In concorso alla settima edizione del festival Paris Cinéma con il loro 'Puccini e la fanciulla', abbiamo incontrato Paolo Benvenuti e Paola Baroni per conversare del rapporto tra cinema e storia, e dell'opera di resistenza che portano avanti da ormai più di vent'anni. |
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| A discussion with Michael J. Shapiro on cinema and politics by Lorenzo Rinelli
It seems to me that the world we live is plagued by a desire for essentialism to navigate the Huntington-like map of the Clash of Cultures. We are in fact facing a crisis of tolerance based on the assumption that there is a single center of perception. What if cinema, or quoting Michael J. Shapiro, ‘a critical philosophical perspective with politically disposed treatments of contemporary cinema’ can challenge this assumption? |
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| Ethno-Racial Violence in ‘No Country for Old Men’ by Alison Reed
It seems no coincidence that the Coen brothers’ filmic reproduction of Cormac McCarthy’s ‘No Country for Old Men’ erupts in a xenophobic political era obsessed with national boundaries. Set against the historical backdrop of the Rise of the Right during the Reagan administration’s immigration reform in the 1980s, and filmed in the immediate context of the Bush administration’s increased policing of borders in the wake of the September 11, 2001 attacks, the plot unfolds near the Rio Grande River, which demarcates between the American subject and its Spanish-speaking racialized Mexican other. In justifying a “limitless war that lacks a concrete, identifiable, visible enemy” (Avelar 269), the Bush administration attaches terrorist potential to foreigners; this attachment is configured by racist visual cues that equate dark features with danger. |
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| Incontro con Alina Marazzi by Andrea Inzerillo e Nicoletta Scapparone
Abbiamo incontrato Alina Marazzi, una delle registe più importanti del panorama cinematografico italiano, in occasione della presentazione a Pisa del suo ‘Vogliamo anche le rose’, film che dopo ‘Un’ora sola ti vorrei’ e ‘Per sempre’ rappresenta il terzo episodio di una ideale trilogia che l’autrice ha dedicato alle donne. Con lei abbiamo conversato di cinema, sperimentazione di linguaggi e politica. |
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| Theorizing Violence in Frantz Fanon’s The Wretched of the Earth and Alfonso Cuarón’s Children of Men by Simchi Cohen
In "The Wretched of the Earth", Frantz Fanon theorizes the necessity of violence for the process of decolonization, and particularly, for restructuring the compartmental colonial world. Alfonso Cuarón’s recent dystopian film "Children of Men" depicts a similarly compartmental society. Set in the year 2027, in a world devastated by infertility, the film casts England as the sole extant society. The English, fearful of being contaminated by the ongoing wars of their neighboring countries, erect barricades and build cages to house the country’s refugees |
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| XXV TFF 23 novembre - 1 dicembre 2007 by Andrea Inzerillo e Dario Ferrari
In una città illuminata dalle installazioni delle “Luci d’Artista” il Torino Film Festival ha compiuto il suo quarto di secolo, confermandosi vivo più che mai; finito il tempo delle polemiche che hanno accompagnato il cambio di direzione, il cinema si è imposto a placare ogni diatriba com’è bene che sia in un festival: e di cinema ce n’è stato tanto in questa venticinquesima edizione ricca e complessa, che Nanni Moretti (già riconfermato direttore artistico della prossima edizione) ha pensato nel solco della tradizione, vicina al pubblico e alla città, ma soprattutto agli amanti del cinema tutti. |
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| The Simulacrum in Philip Kaufman’s “Invasion of the Body Snatchers”
by Simchi Cohen
Philip Kaufman portrays the pod people in his film “Invasion of the Body Snatchers” (1978) as navigating the interstice between Plato’s notion of the simulacrum as a threat and Deleuze’s notion of the simulacrum as an opportunity. For Plato, the simulacrum imitates an imitation of a model Form, and in its third degree removal from the Form, poses a threat to those who may perceive it as an imitation of the Form itself. Deleuze, in contrast, depicts the simulacrum as providing an opportunity for an alternative ideology: an ideology of difference. |
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| The Zombie as Homo Sacer: Sovereign Power, Bare Life, and George A. Romero’s “Dead” Tetralogy by Simchi Cohen
Pierre Macherey demonstrates that literature and philosophy can never be definitively separated in their considerations of historical reality. Literature inflates reality through images, exposing its distortions and deformations like a magnifying mirror highlights blemishes on a face. Literature’s very magnification of reality, its “pitilessly cruel and cynical light,” makes it possible, necessary even, to critique historical ideals. Thus, George A. Romero’s “Dead” tetralogy (beginning in 1968) is not simply an exercise in torture pornography; Romero places the figure of the zombie in center stage and, relentless in his violence, depicts a scenario which Giorgio Agamben, in his analysis of the Zone of Indistinction and the Homo Sacer, theorizes philosophically nearly 30 years later. |
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| 1-11 agosto 2007 by redazione JGCinema
Locarno giunge al sessantesimo compleanno. Come gli altri grandi festival europei che da poco hanno compiuto i sessanta (Cannes e Venezia), o che stanno per compierli (Berlino), anche l’appuntamento ticinese arriva a questa tappa importantissima. Tempo di bilanci, non solo economici (le presenze di pubblico aumentano straordinariamente ogni anno) ma anche artistici: la restrospettiva è dedicata quest’anno, significativamente, ai grandi registi che il festival ha avuto il merito di scoprire. Una panoramica sul grande cinema degli ultimi sessanta anni resa ancor più significativa dalla fatale coincidenza dell’apertura del festival con la morte di Ingmar Bergmann e Michelangelo Antonioni. Due geni del cinema europeo che hanno deciso di “andarsene” lo stesso giorno, quasi a rendere più solenne e fragorosa la loro partenza.Si tratta certo di un gran “lutto” per il cinema, ma anche di un’occasione per celebrare e “incoronare” il talento di due maestri, già immortali attraverso le loro opere. |
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| 25 aprile – 6 maggio 2007 by Redazione Jura Gentium
Giunge alla sesta edizione il Tribeca Film Festival. Siamo ancora lontani dalle cifre del Sundance, ma l’impressione è che questa manifestazione abbia già tutte le carte in regola per presentarsi come uno dei maggiori eventi culturali del paese. Questa città merita un grande festival, e il Tribeca è pronto a rispondere all’appello.
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| 22 marzo - 02 aprile 2007 by Enrico Zacchetti e Francesca Poggi
Si è chiusa a Milano la settima edizione del MIFF, il festival del cinema indipendente, dove anche quest’anno sono stati proiettati, in prima nazionale ed europea, molti film di qualità provenienti da tutto il mondo, che difficilmente troveranno spazio nella distribuzione cinematografica del nostro paese. |
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| by Annamaria Rivera
Perché la filmografia italiana più recente non sa rappresentare gli Altri? Perché continua ad essere efficace quando racconta l’emigrazione italiana (si pensi all’intenso “Nuovomondo” di Crialese) e per lo più fallisce quando si cimenta con l’impresa di narrare l’immigrazione in Italia? Com’è possibile che ancor oggi, dopo un trentennio di ricerca storiografica sulle guerre coloniali italiane, i rarissimi film nostrani che osino rompere il silenzio su questo tabù nazionale finiscono per avallare la favola di un’Italia coloniale mite e bonaria?
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| 21-25 giugno 2006 by Redazione JGCinema
Senz’altro uno dei più vivi fra i festival ‘minori’ della scena newyorkese, presenta una panoramica di notevole interesse per avere un quadro di ciò che si muove nel panorama afroamericano e non solo. Patinato e accattivante come la rivista “Vibe”, partner ufficiale, il festival accoglie in questa decima edizione circa cento fra lunghi e corti, Feature e documentari.
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| 2-11 giugno 2006 by Redazione JGCinema
New York non è solo TriBeCa. Sono decine e decine i piccoli e grandi film festival che animano la scena della “città che non va mai a dormire”. Nella prestigiosa sede del Brooklyn Museum, si è appena aperta la IX edizione dell’International Film Festival. Notevole il palmares, con ben 24 premi e 35 giudici chiamati ad assegnarli! Schiacciante la presenza di film Usa in un catalogo ricchissimo, equamente distribuito tra feature films e documentari, lungo- e cortometraggi e una sezione tematica dedicata al cinema per bambini.
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| Le ‘riambientazioni’ di Pasolini, von Trier, Ripstein by Paolo Lago
La “Medea” di Euripide – che narra la terribile vendetta nei confronti di Giasone, che l’ha ripudiata per sposare Glauce, figlia di Creonte e che la spingerà a uccidere sia i figli avuti da Giasone, sia la nuova sposa e suo padre – è ambientata interamente a Corinto, entro una perfetta unità estetica di tempo e di luogo. [fr] Médée n'habite plus ici |
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| Milano, 20-26 marzo 2006 by Redazione JGCinema
Nato nel 1991 e da tre anni esteso all’Asia e all’America Latina, il Festival del Cinema Africano di Milano è giunto quest'anno alla sedicesima edizione. La manifestazione, che si propone di agevolare lo scambio culturale e la circolazione di opere altrimenti non accessibili al pubblico italiano, ha in parte smarrito la specificità che lo definiva come punto di riferimento per gli appassionati del cinema dell'Africa. |
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| Intervista con Fred Kelemen by Ilario Belloni, Paola Persano
Di origine tedesca e di formazione culturale russa, Fred Kelemen è oggi uno dei registi maggiormente “europei”, come dimostrano i suoi film in cui la formazione filosofica, musicale, teatrale e pittorica convergono in opere di primordine quali Krisana (Fallen, 2004), Invocación (2000), Abendland (1999). |
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| Festival internazionale del cinema di Berlino - 9-19 febbraio 2006 by Redazione JGCinema
Si è chiusa la LVI edizione della Berlinale, migliore di quella dell’anno precedente ma forse ancora sottotono rispetto a edizioni anche non troppo lontane nel tempo. Orso d’oro a “Grbavica” di Jasmila Zbanic, dedicato alla Sarajevo del dopoguerra e all’eredità traumatica degli stupri etnici. Orso d’argento a “Offside” di Jafar Panahi sulla questione di genere in Iran. |
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| Incontro con Krzysztof Zanussi by Ilario Belloni
Un incontro con Krzysztof Zanussi, uno dei più maggiori rappresentanti del cinema polacco. Autore, tra l’altro, del film "Da un paese lontano", prima produzione dedicata a Karol Woytila, del 1981. Personaggio carismatico e controverso, Zanussi si oppone a ogni forma di relativismo e rilancia il grande tema dell’amore nella dimensione europea di un cinema che deve sempre più assurgere a forza mitologica . |
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| Incontro con Edgar Reitz by Paola Persano
Il festival europeo del cinema di Lecce è una delle migliori occasioni, nel panorama italiano, per coniugare visione e riflessione. Fra incontri, dibatti, convegni – e naturalmente proiezioni – si è snodata, nella sesta edizione che si è tenuta dal 5 al 10 aprile 2005, l’analisi di un possibile significato ‘europeo’ del cinema. Ne abbiamo parlato insieme a Edgar Reitz, autore di “Heimat”, uno dei più ambiziosi tentativi di ricostruzione storica attraverso il cinema. |
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| Incontro con Umberto Curi by Andrea Inzerillo
Umberto Curi, professore ordinario di Storia della Filosofia all’Università di Padova e da sempre studioso e attento osservatore di ciò che si muove nel mondo del cinema ha partecipato alla manifestazione ‘Il Vento del cinema’, organizzata a giugno sull’isola di Procida. Lo abbiamo intervistato, a tutto campo, sul rapporto fra cinema e filosofia. |
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| 10a edizione: 16 - 25 settembre 2005 by Redazione JGCinema
Si è svolta dal 16 al 25 settembre la decima edizione del Milano Film Festival, con la partecipazione di 51 opere in concorso, di cui 6 lungometraggi e 45 corti. Il premio per il Miglior lungometraggio è andato a Las Mantenidas sin sueños degli argentini Martín Desalvo e Vera Fogwill. La ruta natural, del giovane regista spagnolo Alex Pastor ha ottenuto analogo riconoscimento nella sezione cortometraggi. |
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| filmografia della disgregazione jugoslava by Novena Daković
Nelle diverse repubbliche nate sulle ceneri della Yugoslavia sono stati realizzati in totale più di trenta film dedicati alla disgregazione dell’ex Stato comune. Un nuovo genere che potremmo chiamare il nuovo film di guerra post-yugoslavo. |
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| 12-20 novembre 2004 by Redazione JGCinema
Un festival internazionale è sempre l’occasione per un confronto. Confronto tra autori, tra mercato e produzione artistica, tra diverse cinematografie, tra passato, presente e futuro. Proprio su questo aspetto sembra aver puntato, ormai da diversi anni, il Torino Film Festival, giunto quest’anno alla XXII edizione. Ne è prova, in primo luogo, il modo in cui le retrospettive dialogano e coabitano con le altre sezioni, creando una molteplicità di ponti ideali che uniscono modi diversi di fare e di vedere il cinema, più interessati a interrogare che semplicemente a rappresentare, in modo mai banali, sempre stimolante. |
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| 1-10 settembre 2005 by Redazione JGCinema
Si è chiusa la 62 edizione della Mostra, col leone d’oro a ‘Brokeback Mountain’ di Ang Lee, storia romantica di un amore gay nel profondo sud statunitense degli anni Sessanta e Settanta, quando dichiarare la propria omosessualità poteva costare anche la vita. |
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| Festival Internazionale del Film - 3-13/8/2005 by Redazione JGCinema
Rispettate le attese di pubblico e di qualità delle pellicole per questa LVIII edizione del festival internazionale del film di Locarno, l’ultima diretta da Irene Bignardi. Circa 500 i film e i video presentati, per poco meno di 200.000 presenze di pubblico. L’attualità sociale e politica al centro del programma nelle 19 sezioni del festival, con i lavori di registi provenienti da tutto il mondo.
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| Karlovy Vary International Film Festival - 1-9/7/2005 by redazione JGCinema
La vita comincia a 40 anni. Questo lo slogan del cortometraggio che accompagna l’apertura di ogni film in proiezione nel principale festival ceco. Una vera e propria tradizione qui, tantoché il corto viene fischiato o applaudito proprio come un film... a ogni proiezione e per tutti e dieci i giorni! Anche se quest’anno non sembra particolarmente apprezzato dal giovanissimo pubblico, il breve e ironico filmato di apertura ricorda appunto che il festival è giunto alla sua quarantesima edizione e non sembra affatto accusare il peso degli anni. Anzi, Karlovy Vary è ogni anno più accogliente e organizzata, aumentano le sale e la qualità dei film è sempre molto buona. |
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| Intervista con Francesca Comencini (*) by Fabien Lemercier
Di passaggio a Parigi per l’uscita del suo ultimo film, Mi piace lavorare, Francesca Comencini ripercorre la genesi del suo lungometraggio dedicato al mobbing in azienda. Un tema difficile, che la regista ha deciso di girare quasi come si trattasse di un documentario e in uno spirito di testimonianza. Anche un’occasione di rievocare i suoi progetti e di lanciare un appello ai coproduttori europei. |
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| Procida, 16-19 giugno 2005 by Andrea Inzerillo, Alessia Cervini
La storia del cinema non è altro che un eterno surplace; il paradosso di un cammino che a una direzione sostituisce una concentrazione, un rivolgersi continuamente a degli stessi centri, pensandoli e ripensandoli. Così Enrico Ghezzi, direttore artistico de “Il vento del cinema”, animatore di un dibattito e di un festival tra i più “freschi” in Italia. |
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| Internationales Dokumetarfilmfestival München, 6-14 maggio 2005 by redazione JGCinema
Se è vero che quasi tutti i maggiori festival, spesso più per moda che per convinzione, hanno cominciato a rivolgere l’attenzione ai documentari, inserendoli nel concorso principale (e perfino incoronandoli come nel caso di Michael Moore a Cannes 2004), quello di Monaco resta un appuntamento imperdibile per il ‘cinema del reale’. Circa 150 pellicole provenienti da tutto il mondo, sempre ben selezionate, sempre interessanti e piacevoli si sono susseguite nelle sei sezioni del festival: di ché soddisfare ogni possibile forma di documania. |
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| by Margarita Ledo Andión
O primeiro que vos teño a dicir ten que ver co esgo que comporta o signo ‘s’ no tíduo da miña intervención <<Cinema(s) da realidade na España>>. Na verdade non se trata dun plural se non dun acto de distinción, distinción entre o documental oficial e oficialista e mailo documental do cineasta. Para ambos os dous o acto de escolla devén un xesto político así como unha ollada singular a propósito do real pro-filmico e a súa pasaxe para o cinematógrafo. [fr] Cinéma(s) du réel en Espagne |
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| 4-14 agosto 2004 by Filippo Del Lucchese
Nonostante la pioggia – ormai una tradizione, ad ascoltare gli abitanti in paese – fa sempre un certo effetto vedere la piazza grande gremita di migliaia e migliaia di spettatori nell’agosto di Locarno. Anche quest’anno il festival ha presentato pellicole interessanti e intelligenti, confermandosi come un appuntamento meno pretenzioso dei ‘cugini’ tra cui si colloca cronologicamente, Cannes e Venezia, ma con un suo pubblico e un suo carattere, che ne fanno uno degli appuntamenti mondiali più importanti dell’estate. |
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| by Margarita Ledo Andión
“Combatentes leais á República española –a voz do presidente Lázaro Cárdenas ecoa nos altofalantes do campo de concentración de Saint Cyprien- México agarda por vostés cos brazos abertos”. Carlos Velo Cobelas, un galego da Galiza sur, aló onde a terra se chama Lobeira e se derrama cara Portugal, aló onde a estampa colectiva se debuxa arredor das labregas que van transformando a colleita de liño en lenzos e máis en sabas para o enxoval, consegue saír e xuntarse coa súa muller en París. En poucas semanas e coa axuda do escritor Fernando Gamboa, a parella chega a Veracruz. Dá comezo o declive do século. Pero todo aquel exilio que se reúne na casa do pintor Siqueiros, militante pegado á III Internacional, aínda non o sabe, e cando o dea sabido, vai actuar coma se non fose verdade. [es] Un tal Carlos Velo |
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| Intervista a Marcelo Exposito su Cuadecuc di Pere Portabella by Francesca Poggi
Pere Portabella (Figueres, 1929), regista, sceneggiatore e produttore, è una delle maggiori figure del cinema indipendente e clandestino della Spagna franchista. Ha prodotto i primi film di Carlos Saura e Marco Ferreri, nonché Viridiana di Luis Buñuel. Oltre a Cuadecuc – Vampir, ha diretto Umbracle (1972) e Informe general (1977). [fr] Le vampire comme métaphore du pouvoir |
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| 25 noviembre - 3 diciembre 2004 by Pablo de Cima
Desde hace unos años, el Festival Internacional de Cine de Gijón ha asumido la condición de ser el más independiente y alternativo de cuantos se celebran en España (incluso en Europa, según algunos). Esto lo ha llevado a concentrar películas pesimistas, depresivas y tremendistas. |
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| Autonomia robotica e comportamento umano by Paolo Marocco
Da alcuni anni si è iniziato a discutere di Roboetica, in particolare da quando la realizzazione di alcuni automi antropomorfi (o con sembianze di animali domestici) destinati al mercato consumer ha paventato un mondo popolato anche da queste nuove creature artificiali. Il cinema di fantascienza, specialmente quello di derivazione letteraria, si è comunque confrontato col problema già da diversi decenni: vediamone alcuni aspetti principali. |
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| VI Festival del cinema europeo - Lecce, 5-10 aprile 2005 by Ilario Belloni, Paola Persano
Alla sua sesta edizione, dopo la scelta iniziale di chi nel 2000 l’aveva voluto a Corato (Bari), il Festival del Cinema Europeo non ha rinunciato alla sua dimensione meridiana, confermando Lecce per il quinto anno consecutivo, e verrebbe da dire in via definitiva, quale sede più congeniale al suo essere festival di frontiera o, secondo quanto è stato detto nei giorni della manifestazione, border-festival, festival “di confine”, delle propaggini estreme del vecchio continente. |
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| 27° festival internazionale Cinéma du Reél - Parigi, 4-13 marzo 2005 by Enrico Zacchetti
Nato nel 1978 a Parigi per iniziativa della Biblioteque Publique d’Information del Centre George Pompidou, il festival del Cinéma du Réel si è negli anni affermato come appuntamento di primissimo piano per professionisti e appassionati del cinema documentario. |
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| Festival internazionale del cinema di Berlino - 10-20 febbraio 2005 by redazione JGCinema
Aumentati gli schermi disponibili, anche se non sfruttati al 100%, la Berlinale sembra avviarsi a risolvere l’endemico problema delle sale strapiene e dei biglietti impossibili da trovare. Le file lunghissime non sono scomparse, ma l’organizzazione sembra migliorare anno dopo anno, facendone uno dei festival più fruibili in tutta Europa. Articolato sulle classiche sezioni (Wettbewerb, Panorama, Forum, Perspektive Deutsches Kino, oltre che il Kinderfilmfest/14 plus, le proiezioni speciali, gli Short film e la Retrospektive), il festival presenta quasi 400 film (alcuni in tre o perfino quattro ripetizioni) provenienti da circa 100 paesi. |
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| Karlovy Vary International Film Festival - 2-10 luglio 2004 by redazione JGCinema
Lungo i canali della cittadina termale, nei vecchi teatri, nelle storiche sale e nel non bellissimo ma efficiente Thermal Hotel, vero e proprio quartier generale, si è svolta dal 2 al 10 luglio la XXXIX edizione del Karlovy Vary Film Festival. Appuntamento meno conosciuto ma non minore del vertiginoso circo cine-mediatico del vecchio continente, cronologicamente collocato fra Cannes e Locarno, il Kvff si dimostra uno dei migliori appuntamenti per i cinefili europei. Fra i migliori sotto diversi punti di vista. |
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| Alpe Adria Cinema XVI - 20-27 gennaio 2005
by redazione JGCinema
Cambia il nome ma la sostanza resta. Per questa XVI edizione l’Alpe Adria, con un occhio al territorio e alle proprie potenzialità di sviluppo, diventa il Trieste Film Festival. Non muta però la qualità dei lavori presentati così come la cura degli aspetti di ricerca e di scavo genealogico nel cinema dell’Est. |
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| Vienna International Film Festival - 14-26 ottobre 2004 by redazione JGCinema
Dopo il festival ‘cugino’ di Berlino, la Viennale è senz’altro uno degli eventi cinematografici più importanti dell’Europa di lingua tedesca. Nella capitale austrica, in alcune delle sale più belle del centro storico, per 12 giorni si sono alternati sugli schermi i film scelti per le 6 sezioni, a cui si aggiunge la retrospettiva. |
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| da "Guardare la guerra", Meltemi, Roma 2004, pp. 7-11 by Nicholas Mirzoeff
L’inizio della fase shock and awe [colpisci e terrorizza] dell’invasione dell’Iraq mi ha sorpreso mentre stavo guardando la tv dalla cyclette di una palestra di Long Island. Come nella maggior parte delle palestre americane, anche in questa è presente una fila di televisori, che permettono di distrarsi a chi è impegnato nell’alienante attività dell’allenamento cardiovascolare.
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| Festival internazionale del cinema documentario di Monaco - 2004 by redazione JGCinema
Giunto alla sua XIX edizione l’internationalesDokumetarfilmfestival München si conferma come uno dei più importanti appuntamenti europei nel campo della documentaristica, sebbene decisamente lontano dai riflettori. |
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| Festival internazionale del cinema di Berlino - 2004 by redazione JGCinema
La Berlinale si conferma, anche in questa LIV edizione, come la ‘terrazza panoramica’ affacciata sulle tendenze e sui contenuti più interessanti dell’anno cinematografico a venire. Una vera e propria ‘macchina da guerra’ che sembra subire più che apprezzare il fascino e l’importanza acquisita negli anni, ma che a ragione ne fanno uno dei più importanti festival europei e mondiali.
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| A gendered reading of globalization processes by Ursula Biemann
If one was to condense my project as artist, researcher and videomaker over the past several years, it would read: “Focuses on gender and globalization issues regarding migration, free trade zones and borders, navigating a unique but precarious path through critical dialogues on transnationalism, feminist geography and media activism”. [it] Videografie di confine |
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| Intervista con Antonio Medici by Filippo Del Lucchese
Abbiamo incontrato Antonio Medici durante una delle presentazioni del volume Schermi di guerra. Le responsabilità della comunicazione audiovisiva, Ediesse, Roma 2004, di cui è curatore. |
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| Da Georges Meliès a Emir Kusturica, i film su e degli zingari nella rivista statunitense «Framework»*
by Alessandro Michelucci
Molte riviste accademiche pubblicate nei paesi anglofoni riescono ad affrontare temi specialistici senza utilizzare un linguaggio da addetti ai lavori. Di conseguenza qualunque argomento risulta accessibile a chi possieda una cultura media e una minima dimestichezza con il tema in questione. Lo conferma l'ultimo numero di Framework, rivista americana di studi sul cinema, dedicato al tema Cinematic Images of Romanies. |
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| by Nicolas Offenstadt
i_L’affaire Kubrick\i.
Il regista è morto il 7 marzo 1999, quattro mesi dopo l’intervento del governo francese per la riabilitazione dei ribelli e dei fucilati nella memoria nazionale. Nel 1957, quando il giovane regista girò b_Orizzonti di gloria\b, non era senz’altro il caso – in Francia – di presentare nei cinema il film. Il lavoro è tratto dal romanzo, decisamente fecondo, di Humphrey Cobb. Kubrick lo aveva letto all’età di 15 anni: «e mi aveva lasciato un ricordo profondo, non tanto per le sue qualità letterarie, quanto piuttosto per la sconvolgente e tragica situazione dei tre personaggi». |
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| Hollywood e la paura della mescolanza razziale by Mario Mucciarelli
Il cinema americano è sempre stato un cinema industriale, basato su generi codificati e riconoscibili, costruiti per permettere un rapporto diretto con le aspettative del pubblico. Non deve sorprendere quindi, parlando di temi delicati come la questione razziale o le paure connesse alla sessualità, l’atteggiamento reticente e controverso di Hollywood. [es] Huellas del mestizaje |
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| Berlino, 13-22 giugno 2003 by Stefania Maffeis
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| Passione e utopia nel cinema di Gianni Amelio by Rosita Serpa
Abbiamo incontrato Gianni Amelio a Pisa, in occasione della presentazione del suo ultimo volume Il vizio del cinema, Einaudi, Torino 2004, in cui il regista raccoglie recensioni e articoli su alcuni film che hanno caratterizzato la sua formazione cinematografica e, più in generale, sul rapporto fra lo spettatore e il grande schermo. Un viaggio appassionato e una riflessione che parte dall'esperienza personale per suggerire un modo diverso di guardare la realtà e le sue trasformazioni. |
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| Intervista a Giuliano Montaldo by Stefania Cappellini
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